Il paese confinante con la Cina prepara un colossale sottomarino stealth da 7.000 tonnellate con missili dal raggio di 3.700 miglia

Una nuova potenza subacquea sta emergendo nell'Oceano Indiano

La marina indiana si appresta a compiere un salto qualitativo nel settore delle forze nucleari subacquee. Nel corso del 2026 dovrebbe entrare in servizio il terzo sottomarino balistico nucleare della classe Arihant: si chiama INS Aridhaman. Si tratta di un passo decisivo nella modernizzazione della difesa indiana, pensato per rafforzare la sicurezza nazionale e sostenere al contempo l'industria domestica. Il sommergibile ha già completato la fase finale delle prove in acque profonde, un traguardo fondamentale prima dell'incorporazione ufficiale nella flotta.

Dimensioni e caratteristiche tecniche

INS Aridhaman è il più grande esemplare dell'intero programma della classe Arihant: il suo dislocamento raggiunge le 7.000 tonnellate, ovvero 1.000 tonnellate in più rispetto ai predecessori INS Arihant e INS Arighaat. Lo scafo misura circa 130 metri di lunghezza, e il numero di sistemi di lancio verticale (VLS) è stato raddoppiato: ben 8 tubi VLS, con un sensibile aumento della capacità offensiva complessiva.

Il sottomarino può trasportare fino a 24 missili a corto raggio K-15 Sagarika, con una gittata di 750 km, oppure 8 missili a medio raggio K-4, capaci di colpire obiettivi fino a 3.500 km di distanza. È stato progettato anche per una futura integrazione dei missili a lungo raggio K-5, con gittata che potrebbe arrivare fino a 6.000 km.

Il cuore propulsivo è un reattore ad acqua leggera compatto di classe CLWR-B1 da 83 MW, più silenzioso rispetto ai modelli precedenti. Questo miglioramento acustico aumenta notevolmente la capacità del sommergibile di restare inosservato durante le lunghe pattuglie operative. Il sistema idrodinamico ottimizzato e un'elica speciale a 7 pale consentono velocità fino a 28 km/h in superficie e 44 km/h in immersione.

Produzione nazionale e significato politico

INS Aridhaman rappresenta un pilastro concreto della politica Atmanirbhar Bharat — letteralmente "India autosufficiente" — con circa il 75% dei componenti realizzati internamente. Questa strategia punta a rafforzare la base industriale del paese e a ridurre la dipendenza da fornitori stranieri nel settore della difesa.

Il sommergibile è dotato di sistemi sonar avanzati di produzione indigena, USHUS e Panchendriya, oltre a piastrelle anecoiche che ne riducono la rilevabilità acustica. Queste soluzioni tecnologiche aumentano significativamente l'efficacia del mezzo nelle operazioni strategiche.

Ruolo strategico e base operativa

Con l'ingresso in servizio di INS Aridhaman, l'India consoliderà una strategia di rotazione continua tra tre SSBN (sottomarini balistici nucleari) sotto il comando dello Strategic Forces Command. Lo schema prevede un sottomarino in pattuglia attiva, uno pronto al dispiegamento immediato e un terzo in manutenzione. Questa struttura garantisce una credibile capacità di secondo colpo nucleare.

Il sommergibile opererà dalla base top secret Project Varsha, situata nelle vicinanze di Visakhapatnam. La struttura offre un rifugio strategico praticamente invisibile ai satelliti spia, grazie a ormeggi rinforzati, tunnel protetti e infrastrutture moderne pensate per sostenere le future generazioni di SSBN.

La traiettoria futura della marina indiana

INS Aridhaman si inserisce in un piano a lungo termine per la modernizzazione delle forze navali indiane. A supporto di questo obiettivo è stato noleggiato il sottomarino d'attacco nucleare classe Akula denominato Chakra III, atteso tra il 2027 e il 2028, che sarà impiegato per l'addestramento e le missioni di scorta. La marina indiana è inoltre in trattativa con la Germania per l'acquisto di sei avanzati sottomarini diesel-elettrici nell'ambito del programma Project-75(I).

Questa serie di decisioni dimostra il chiaro impegno dell'India nel potenziare la propria difesa marittima e l'autonomia tecnologica, con ripercussioni rilevanti non solo sugli equilibri regionali, ma sull'intero scacchiere della sicurezza globale. Con queste mosse, Nuova Delhi sta dimostrando di voler giocare un ruolo sempre più centrale nella geopolitica del ventunesimo secolo.

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