In Australia i ricercatori scoprono una soluzione promettente contro gli attacchi degli squali bianchi che potrebbe cambiare la vita dei surfisti

Una luce sotto la tavola: come nasce un'idea semplice ma rivoluzionaria

Mentre le spiagge chiudono regolarmente dopo ogni avvistamento di uno squalo, un gruppo di ricercatori australiani sta lavorando a un sistema capace di trasformare radicalmente l'incontro tra uomo e squalo — senza uccidere né allontanare l'animale.

Lo studio proviene da un team della Macquarie University in Australia, che ha condotto i propri esperimenti a Mossel Bay, in Sudafrica, una delle zone più frequentate dagli squali bianchi. La domanda di partenza era semplice: è possibile modificare l'aspetto visivo di una tavola da surf agli occhi dello squalo, così da non farla confondere con una foca?

I surfisti non rappresentano una preda naturale per gli squali bianchi. La maggior parte dei morsi sembra piuttosto un "errore di valutazione": visto dal basso, un surfista sdraiato sulla tavola proietta un'ombra scura e allungata, del tutto simile a quella di una foca o di un leone marino. I ricercatori hanno quindi scelto un approccio che spezza visivamente questa sagoma, anziché ricorrere a suoni o sostanze chimiche repellenti.

Illuminando la parte inferiore della tavola, la sagoma diventa meno riconoscibile come preda agli occhi degli squali bianchi.

Nella prima fase, sono state utilizzate foche artificiali equipaggiate con diverse configurazioni di luci LED sul lato inferiore. Telecamere e droni hanno monitorato sistematicamente le reazioni degli squali bianchi: velocità di avvicinamento, deviazione della rotta, morsi esplorativi e attacchi veri e propri.

Perché gli squali bianchi attaccano i surfisti

Lo squalo bianco ha la fama di predatore spietato, ma la sua vista lascia molto a desiderare. Percepisce forme e contrasti, ma con minore nitidezza rispetto agli esseri umani, e i colori contano pochissimo nel suo sistema visivo. Questo spiega perché si inganni così spesso con oggetti che galleggiano in superficie.

L'immagine popolare — alimentata da film come Lo Squalo — suggerisce che l'animale caccia deliberatamente l'uomo. I dati storici raccontano tutt'altra storia. Secondo le statistiche della Taronga Conservation Society, in Australia sono stati registrati circa 1.200 attacchi di squalo dal 1791, di cui 255 con esito mortale. Solo una parte di questi è attribuibile allo squalo bianco, e nella maggioranza dei casi si tratta di un singolo morso dopo il quale l'animale si ritira.

Molti attacchi non sembrano caccia vera e propria, ma una sorta di "morso esplorativo" da parte di un animale dalla vista limitata che cerca di capire cosa ha di fronte.

Ricercatori come la biologa Laura Ryan studiano da anni le modalità di selezione delle prede da parte degli squali bianchi. Le loro conclusioni indicano sempre più chiaramente un semplice equivoco: la sagoma di un uomo con la tavola da surf, vista dal basso, somiglia troppo a quella di una foca, soprattutto in controluce o in acque torbide.

Dall'illuminazione totale alle strisce luminose intelligenti

Primo esperimento: illuminare tutto

In una versione iniziale, i ricercatori hanno coperto l'intera superficie inferiore della tavola con LED. Questo creava un piano luminoso che si discostava nettamente dall'ombra scura abituale. I risultati erano incoraggianti: gli squali si avvicinavano agli oggetti con minore frequenza e interrompevano l'attacco prima del solito.

Tuttavia, questo sistema si è rivelato pesante, energivoro e poco pratico per un utilizzo reale. Le batterie dovevano essere di grandi dimensioni, i cablaggi erano ingombranti e l'insieme rendeva la tavola poco maneggevole.

Seconda generazione: bande luminose orizzontali

Il team è quindi passato a sistemi più leggeri, composti da sottili strisce di LED. Invece di illuminare uniformemente la parte inferiore, la scelta è ricaduta su bande orizzontali posizionate in punti strategici della tavola.

Questa configurazione modifica la sagoma in modo sottile ma efficace. La tavola non appare più lunga e stretta — come una foca — ma visivamente più larga e meno riconoscibile come preda. Secondo i ricercatori, questa soluzione funziona meglio delle strisce verticali, che al contrario accentuano la lunghezza della sagoma.

Le strisce luminose orizzontali rendono la forma otticamente più larga che lunga, riducendo la somiglianza con la sagoma di una foca.

I vantaggi per l'uso quotidiano nel surf sono evidenti:

  • consumo energetico inferiore rispetto all'illuminazione totale
  • batterie più leggere e migliore maneggevolezza della tavola
  • nessun impatto sulle prestazioni di surf
  • installazione semplificata su tavole e kayak già esistenti

Prototipi pronti a entrare in acqua

Il team di ricerca sta attualmente lavorando a prototipi adatti a tavole da surf e kayak reali. La sfida non riguarda solo la sicurezza, ma anche il comfort. I surfisti non accettano sistemi pesanti, fragili o complicati, per quanto utili possano essere.

I modelli in fase di sviluppo utilizzeranno sottili strisce LED impermeabili integrate nella parte inferiore della tavola, alimentate da batterie compatte. L'obiettivo è che il surfista percepisca a malapena la differenza di peso e bilanciamento, mentre il pattern luminoso rimane attivo in modo continuo durante tutta la sessione.

Caratteristica Obiettivo
LED orizzontali Creare un'ombra più larga e meno riconoscibile
Basso consumo energetico Ore di utilizzo senza batterie voluminose
Strisce integrate Nessun ostacolo durante la pagaiata o le manovre
Custodia impermeabile Resistenza all'acqua salata e agli urti

Questo sistema rappresenta un'alternativa alle strategie più aggressive adottate sulle coste australiane, come le reti anti-squalo o i palangari con ami. Questi metodi non uccidono o feriscono solo gli squali, ma anche tartarughe, razze e delfini. Con le tavole a LED, i ricercatori cercano una strada in cui uomo e squalo possano coesistere.

Cosa significa tutto questo per surfisti e bagnanti?

Le spiagge di Australia, Sudafrica, California e Réunion convivono da anni con il rischio di avvistamenti e attacchi sporadici. Molte amministrazioni locali investono in droni, sonar, trasmettitori acustici e sistemi di allerta. La maggior parte delle misure si concentra sul rilevamento, meno sulla protezione diretta del surfista.

Una tavola che si rende "visivamente diversa" agli occhi di uno squalo bianco offre un ulteriore livello di sicurezza. Riduce le probabilità di un primo equivoco, senza ferire né disturbare l'animale. La tecnologia potrebbe inoltre risultare utile per:

  • kayakisti che si avventurano lontano dalla riva
  • praticanti di paddleboard in zone ad alta presenza di mammiferi marini
  • bagnini che operano con tavole di salvataggio in aree a rischio

L'obiettivo non è allontanare gli squali, ma ridurre drasticamente il numero di errori fatali.

Funziona anche con altre specie di squali?

Lo studio attuale si concentra principalmente sullo squalo bianco. Tuttavia, il rischio globale per nuotatori e surfisti proviene anche da altre specie, come lo squalo tigre e lo squalo toro, che hanno habitat, tecniche di caccia e sistemi visivi potenzialmente diversi.

Le ricerche future analizzeranno se gli stessi pattern luminosi producono effetti su:

  • squali tigre nelle acque tropicali
  • squali toro nelle foci dei fiumi e nelle baie poco profonde
  • specie locali nelle principali destinazioni surf del mondo

Se il loro sistema visivo funziona in modo diverso, potrebbe essere necessario adattare il colore, l'intensità o i pattern di movimento della luce. La tecnologia lascia in linea di principio ampio spazio alla personalizzazione per specie o per area geografica.

Rischi, limiti e comportamento in acqua: una prospettiva più ampia

Anche con tavole a LED avanzate, la probabilità di incontrare uno squalo non sarà mai pari a zero. La maggior parte delle organizzazioni per la sicurezza consiglia comunque ai surfisti di seguire alcune regole fondamentali: non fare surf da soli in zone isolate, evitare sessioni all'alba o al tramonto nelle aree frequentate dagli squali, e non sostare vicino a banchi di pesci o gruppi di foche.

La nuova tecnologia modifica soprattutto la "comunicazione visiva" tra uomo e squalo. Laddove prima l'animale vedeva solo un'ombra scura simile a una preda, ora percepisce un pattern insolito che non corrisponde al suo profilo di caccia. Questo lo induce probabilmente a desistere prima ancora di effettuare un morso esplorativo.

Per i servizi di sicurezza, questo tipo di innovazione potrebbe influenzare anche le politiche di gestione costiera. Una minore dipendenza da reti e ami ridurrebbe l'impatto sugli ecosistemi marini. Allo stesso tempo, droni, boe di rilevamento e app di allerta restano strumenti preziosi per informare tempestivamente i frequentatori delle spiagge.

Per il settore del surf si apre una nuova nicchia di mercato. I costruttori di tavole e i brand potrebbero in futuro integrare la tecnologia LED come opzione standard, alla stregua dei leash plug o dei box per le pinne. Chi surfa nelle tranquille onde del Mediterraneo senza squali ne avrà forse poco bisogno — ma per chi viaggia regolarmente in Australia, Sudafrica o Hawaii, una tavola con sistema luminoso potrebbe presto diventare naturale quanto una buona muta.

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