Questo colosso aeronautico francese punta a conquistare il mercato dei droni a lungo raggio con l’UAS100, che dovrà essere certificato nel 2025

Un sistema di sorveglianza che cambia le regole del gioco

Da anni governi e grandi gestori di infrastrutture cercano un modo per monitorare vaste aree in modo continuo, senza i costi dei budget elicotteristici e senza lacune nella copertura. I droni a lungo raggio, autorizzati a volare ben oltre la linea visiva del pilota, stanno iniziando a colmare davvero questo vuoto. Ed è esattamente in questo contesto che Thales ha posizionato il suo UAS100.

Cosa rende l'UAS100 diverso dai droni comuni

L'UAS100 appartiene alla categoria dei droni BVLOS: volano oltre la visione diretta dell'operatore e coprono centinaia di chilometri in una singola missione. Non si tratta quindi di piccoli multicotteri sopra un cantiere, ma di velivoli che funzionano come ricognitori senza pilota, con un raggio d'azione più simile a quello di un piccolo aereo.

L'UAS100 è concepito come un sistema completo: velivolo certificato, avionica intelligente, stazione di terra con un unico operatore e catena dati protetta.

Thales ha scelto un'ala fissa con propulsione ibrida. Questa soluzione combina un volo di crociera efficiente ad alta quota con la flessibilità necessaria per decollare e atterrare in spazi relativamente limitati. La prima versione con apertura alare di 3,3 metri sta già effettuando campagne di test, mentre una variante più grande da 6,7 metri è pronta, secondo l'azienda, per alzarsi in volo.

Dall'energia alla logica decisionale: l'autonomia come questione centrale

Nei droni a lungo raggio, l'autonomia non riguarda soltanto la riserva di energia. Il punto cruciale sta nella distribuzione dei compiti tra uomo e macchina. Più il velivolo vola lontano e a lungo, più decisioni deve poter prendere autonomamente in base a scenari predefiniti.

L'UAS100 utilizza un'avionica derivata dall'aviazione con pilota: sistemi dal comportamento prevedibile, con registrazione estesa e tracciabilità chiara. In caso di interruzione temporanea della comunicazione radio, il velivolo deve mantenere autonomamente un profilo di volo sicuro, evitare le zone vietate e infine rientrare o atterrare in modo controllato.

Le funzioni autonome vengono validate in anticipo: dalla pianificazione del percorso alle procedure di sicurezza in caso di perdita di connessione o disturbo GPS.

Tutto ciò richiede non solo una navigazione precisa e un software robusto, ma anche una forte resistenza ai disturbi dei segnali GNSS e ad altre minacce elettroniche. Thales mette in campo qui la sua lunga esperienza nell'avionica e nelle comunicazioni per la difesa.

Uno scenario europeo con regole rigide

Dal 2019, la regolamentazione di base per i droni in Europa è affidata all'EASA. L'epoca pionieristica delle eccezioni locali è finita. Le operazioni a lungo raggio rientrano generalmente nella categoria "specifica" o addirittura "certificata", con requisiti molto più vicini all'aviazione con pilota che ai droni hobbistici.

I rischi vengono valutati con la metodologia SORA (Specific Operations Risk Assessment), che considera sia le persone e gli oggetti a terra sia la situazione in quota, per arrivare a una combinazione di misure tecniche e operative.

  • Più ci si avvicina alle zone abitate, più alto è il livello di sicurezza richiesto.
  • Più numerosi sono gli attraversamenti di spazi aerei, più stringenti sono i requisiti di rilevamento, elusione e comunicazione.
  • Più lunga è la missione, più severi sono i requisiti di affidabilità e manutenzione.

Per i produttori, questo significa che non possono più vendere semplicemente un velivolo isolato. Devono offrire un sistema completo: dalla piattaforma aerea ai data link, fino a procedure, formazione e documentazione di manutenzione. L'asticella è alta, ma questo offre ai grandi player industriali come Thales un vantaggio significativo rispetto alle startup.

L'UAS100 in cifre e capacità

Caratteristica Descrizione
Tipo Ala fissa, propulsione ibrida
Apertura alare 3,3 m (test) / 6,7 m (versione più grande in preparazione)
Raggio operativo Circa 200-600 chilometri in linea retta, in base alla configurazione
Controllo Ampiamente automatizzato, un solo supervisore a terra
Comunicazioni Resistente ai disturbi, adatto ad ambienti elettromagnetici complessi
Gestione dati Archiviazione in un ambiente cloud privato protetto
Applicazioni principali Sorveglianza costiera e di frontiera, polizia, ispezione di infrastrutture lineari
Certificazione prevista Certificazione completa prevista entro fine 2025

Il software della stazione di terra esegue controlli di sicurezza automatici prima della partenza: restrizioni dello spazio aereo, dati meteo aggiornati, zone temporanee di divieto di volo, vicinanza a infrastrutture critiche. In questo modo il carico di lavoro dell'operatore si riduce alla supervisione, alla gestione delle eccezioni e all'interpretazione dei dati in arrivo.

Scenari concreti: dalla linea costiera alla rete ad alta tensione

Dove trova concreta applicazione un sistema del genere? Thales punta su una serie di missioni piuttosto concrete ma sensibili ai costi: ispezionare una linea costiera per giorni consecutivi, scansionare sistematicamente le zone di frontiera, o percorrere cento chilometri di gasdotto senza noleggiare ogni volta un elicottero.

Nelle ispezioni delle linee ad alta tensione, un UAS100 può sorvolare segmento dopo segmento a quota fissa e con un'angolazione della telecamera ripetibile. Si creano così serie temporali che permettono ai gestori di rete di rilevare più rapidamente piccole variazioni negli isolatori, nella crescita della vegetazione o nella corrosione, rispetto ai rari sopralluoghi in elicottero.

Mentre gli elicotteri forniscono spesso capacità di picco, l'UAS100 è orientato alle missioni di routine ad alta frequenza con costi orari prevedibili.

Nella sorveglianza marittima, la resistenza è un fattore determinante. Un drone a lungo raggio può volare per ore in parallelo alla costa, contrassegnare automaticamente le aree di interesse e trasmettere le traiettorie sospette a un centro di comando. Le navi pattuglia e gli aerei con equipaggio possono poi intervenire in modo mirato, invece di effettuare ricerche a caso.

Un mercato che si professionalizza rapidamente

Il mercato civile dell'ispezione e del monitoraggio con droni è in forte crescita. Gli analisti stimano il valore globale di questo segmento in oltre 15 miliardi di dollari nel 2025, destinati a salire a più di 60 miliardi di dollari nel decennio successivo. I droni a lungo raggio ne rappresentano una parte, ma si distinguono per le elevate barriere all'ingresso.

Man mano che le autorità di regolamentazione impongono requisiti più severi, molti operatori minori spariscono o si spostano verso applicazioni di nicchia a rischio più basso. Nel segmento delle vere operazioni BVLOS e a lungo raggio rimangono i grandi gruppi tecnologici, i fornitori della difesa e una manciata di costruttori specializzati.

Con l'UAS100, Thales si colloca direttamente in questo panorama, affianco a sistemi come l'AR5 del portoghese Tekever o il CAMCOPTER S-100 di Schiebel. Il posizionamento dell'UAS100 è però orientato maggiormente verso applicazioni civili e "duali": non solo difesa, ma anche forze dell'ordine, guardia costiera e proprietari privati di infrastrutture.

Opportunità e rischi per i paesi europei

Per gli stati europei, i droni a lungo raggio offrono diversi vantaggi concreti. Forniscono una rete di sensori relativamente economica sopra mare, foreste e zone di frontiera simili alla steppa. Consentono missioni prolungate senza limitazioni legate all'equipaggio e senza la visibilità di un grande aereo o di un elicottero.

Al tempo stesso emergono nuove domande: come si organizzano i flussi di dati generati dai voli quotidiani, chi gestisce le immagini raccolte e chi può riutilizzarle? Un sistema come l'UAS100 non produce solo fotografie aeree, ma anche metadati su rotte, orari e rilevamenti. Questo tocca la privacy, la sicurezza dei dati e persino lo spionaggio economico.

La vera battaglia attorno ai droni a lungo raggio non si combatte soltanto nello spazio aereo, ma anche nel controllo degli strati di dati che ne derivano.

Per questo motivo operatori come Thales investono massicciamente in cloud protetti, reti separate e accordi chiari sulla proprietà dei dati. Per molti committenti europei, questo tipo di approccio pesa oggi quasi quanto le prestazioni puramente tecniche del velivolo.

Cosa può significare tutto questo per l'Italia e l'Europa meridionale

Per paesi con una fitta rete di infrastrutture — si pensi alle coste italiane, alle linee ferroviarie, ai gasdotti e ai parchi eolici offshore — le possibilità applicative di un sistema come l'UAS100 sono evidenti. Le ispezioni lunghe e ripetitive si prestano perfettamente a droni che volano su rotte fisse e segnalano automaticamente le anomalie.

Uno scenario ipotetico: un operatore incaricato della sorveglianza costiera adriatica dirige un UAS100 lungo decine di chilometri di litorale con sensori ad alta risoluzione e telecamere termiche. Eventuali criticità strutturali o attività anomale emergono molto più rapidamente che attraverso ispezioni a terra discontinue. Il drone stesso registra solo pixel; il valore nasce quando le autorità competenti combinano le immagini con modelli territoriali e ispezioni precedenti.

La stessa logica si applica ai parchi eolici nel Mediterraneo o alle aree di frontiera alpine e balcaniche. Non ogni paese sceglierà immediatamente un sistema di grandi dimensioni come l'UAS100, ma il metodo operativo — BVLOS, certificazione rigorosa, ispezione basata sui dati — definisce il ritmo per gli anni a venire. Le aziende e le amministrazioni pubbliche che iniziano oggi a ragionare su procedure, integrazione dei dati e formazione degli operatori correranno meno rischi in futuro di fronte a lunghi iter autorizzativi o costose riorganizzazioni.

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