Questa scoperta trasforma il motore diesel e può salvare milioni di veicoli

Un motore diesel che funziona con olio di colza puro

Le città chiudono sempre più spesso i loro centri ai veicoli diesel più vecchi, ma nei laboratori e tra i produttori di camion sta nascendo silenziosamente un'alternativa. Un'alternativa che non odora di petrolio, ma di… campi di colza.

Ricercatori dell'Università RUDN sono riusciti a far funzionare un motore diesel classico con olio di colza puro. Nessuna miscela, nessun additivo segreto: solo olio vegetale comune come carburante principale. L'esperimento è stato condotto su un motore MD-6, un tipo robusto utilizzato frequentemente nei macchinari agricoli.

Il passo sembra piccolo — sostituire il diesel con olio — ma tecnicamente rappresenta un salto considerevole. L'olio di colza è più denso, reagisce diversamente alle variazioni di temperatura e non brucia allo stesso modo del diesel fossile. Gli ingegneri hanno quindi modificato la pressione di iniezione, i tempi di erogazione e l'intero sistema di alimentazione.

Le prime misurazioni dimostrano che un motore diesel opportunamente modificato, alimentato con olio di colza puro, raggiunge prestazioni comparabili con emissioni nocive significativamente ridotte.

Secondo i ricercatori, calano in modo marcato soprattutto le emissioni di fuliggine e particelle ultrafini. Sono esattamente le sostanze su cui molte città basano le proprie Zone a Basse Emissioni. Meno fuliggine significa, in teoria, un trattamento più favorevole all'ingresso di queste zone.

Perché proprio la colza? Una coltura già diffusa ovunque

La colza viene già coltivata su larga scala in Europa per l'olio alimentare, il mangime animale e il biodiesel. La sua coltivazione si inserisce abbastanza bene nei modelli agricoli esistenti e può spesso essere integrata in rotazione con altre colture.

  • Produzione locale in molti paesi dell'UE
  • Minore dipendenza dai combustibili fossili importati
  • Emissioni nette di CO₂ più basse sull'intero ciclo di vita

Durante la combustione dell'olio di colza viene rilasciata CO₂, ma si tratta di carbonio precedentemente assorbito dall'atmosfera dalla pianta stessa. Il bilancio climatico risulta quindi più favorevole rispetto al diesel da petrolio, che trasferisce carbonio da riserve geologiche profonde verso l'atmosfera.

I camion circolano già con il 100% di colza

Ciò che avviene in laboratorio non è separato dalla realtà. Nel trasporto merci, l'olio di colza viene già impiegato commercialmente. In Francia, un numero crescente di camion viaggia con Oléo100, un carburante composto interamente da colza.

Le aziende di trasporto riportano fino all'80% in meno di emissioni di polveri sottili e altri componenti nocivi, con un consumo superiore di circa il 5% rispetto al diesel convenzionale. Per il trasporto a lungo raggio questa differenza rimane gestibile, soprattutto quando le città impongono requisiti di accesso sempre più severi.

Grandi nomi del settore dei camion — come Renault Trucks, MAN, Volvo Trucks e Scania — forniscono modelli ufficialmente certificati per B100 o carburanti a base di colza simili. In Francia questi veicoli ottengono spesso il vignetto Crit'Air 1, normalmente riservato alle automobili a benzina più recenti e alle motorizzazioni più pulite.

Quella classificazione fa una differenza cruciale per l'accesso ai centri urbani, soprattutto quando i veicoli diesel più vecchi vengono sistematicamente esclusi.

Carburante Origine Emissioni di polveri sottili Consumo medio
Diesel fossile Petrolio Alto 100%
Oléo100 (colza) Vegetale, colza europea Forte riduzione (fino a -80%) ≈105%

Cosa significa tutto questo per i comuni automobilisti?

Il salto da un camion pesante a una compatta berlina familiare è più piccolo di quanto sembri, ma non è ancora stato completamente compiuto. I principi base della tecnologia diesel sono gli stessi, ma le autovetture sono più sensibili al comfort, al rumore e alle prestazioni.

I ricercatori si concentrano quindi su aspetti come l'avviamento a freddo, l'usura degli iniettori, la lubrificazione della pompa ad alta pressione e il comportamento del catalizzatore e del filtro antiparticolato. Un motore che funziona senza problemi a -10 °C con olio di colza puro richiede una taratura completamente diversa rispetto a un motore agricolo che opera prevalentemente in condizioni climatiche calde.

Tre ostacoli prima che milioni di diesel vengano salvati

1. La tecnica sotto il cofano

Non tutti i veicoli diesel esistenti possono passare senza modifiche all'olio di colza puro. In particolare, i sistemi common-rail più moderni lavorano con iniezioni estremamente precise e pressioni elevate. La viscosità, la temperatura di combustione e la formazione di nebbia di carburante svolgono un ruolo determinante.

Produttori e università stanno esaminando tra l'altro:

  • Il preriscaldamento dell'olio prima dell'iniezione per ridurne la viscosità
  • Iniettori modificati con schemi di nebulizzazione diversi
  • Aggiornamenti software nella gestione del motore
  • L'utilizzo di materiali più resistenti ai componenti di origine vegetale

In alcuni casi può essere sufficiente un kit di retrofit, in altri conviene solo una miscelazione parziale. I ricercatori dell'Università RUDN si concentrano proprio su soluzioni che richiedano il minor numero possibile di modifiche fisiche ai motori esistenti.

2. Il carburante alla pompa

Oggi il carburante puro a base di colza è disponibile principalmente tramite serbatoi privati presso le aziende. I parchi di camion installano uno stoccaggio e una pompa dedicati, spesso riforniti direttamente dal produttore del carburante. I privati non possono certo allestire un impianto simile nel proprio vialetto di casa.

Senza una rete di distribuzione nei distributori ordinari, l'olio di colza rimane essenzialmente una soluzione per le flotte professionali.

Per una vera svolta, le compagnie petrolifere e i supermercati dovrebbero installare pompe dedicate per B100 o olio di colza puro, accanto a E10 e diesel. Ciò richiede investimenti in stoccaggio, bracci di carico e controllo qualità, oltre a etichette chiare affinché gli automobilisti sappiano esattamente cosa stanno rifornendo.

3. Normative e omologazione

Attualmente, in molti paesi solo i veicoli diesel recenti con norma Euro 6 possono ufficialmente circolare con determinati biocarburanti. L'omologazione è legata ai carburanti standard e le compagnie assicurative tengono d'occhio da vicino le deviazioni da parte degli automobilisti.

I responsabili politici si trovano davanti a un doppio mandato: migliorare la qualità dell'aria senza spingere il parco veicoli esistente verso la rottamazione accelerata. Un'apertura controllata all'olio di colza potrebbe ridurre in parte questa tensione, specialmente per veicoli ancora in buone condizioni tecniche.

Una seconda vita inaspettata per il motore diesel

Negli ultimi anni il diesel è finito nel mirino per via dei software di manipolazione, dei problemi con i sistemi AdBlue e degli elevati livelli di NOx registrati in condizioni reali di guida. Molte città hanno puntato direttamente su un'elettrificazione accelerata, a volte con scadenze severe per i modelli diesel più datati.

L'emergere dell'olio di colza come opzione concreta propone uno scenario alternativo. Invece di mandare in pensione anticipatamente milioni di auto funzionanti, i governi potrebbero puntare su motori mantenuti efficienti grazie a carburanti più puliti. Questo non elimina il ruolo della mobilità elettrica, ma aggiunge un percorso supplementare nella transizione energetica.

Per le aree rurali dove l'infrastruttura di ricarica è ancora limitata, un diesel modificato alimentato a carburante vegetale può rappresentare un passaggio intermedio pragmatico. Gli agricoltori che coltivano la colza in proprio intravedono opportunità per filiere più corte: carburante dalla propria regione, per trattori e furgoni aziendali.

Vantaggi e rischi messi a confronto

L'utilizzo dell'olio di colza come carburante porta con sé, accanto alle opportunità, anche interrogativi concreti. Gli esperti di energia sottolineano soprattutto il consumo di suolo. Un eccessivo ricorso alle colture energetiche può mettere sotto pressione la produzione alimentare, la biodiversità e la qualità del terreno.

  • Vantaggio: emissioni locali ridotte, aria più pulita nelle città
  • Vantaggio: minore dipendenza da petrolio e gas importati
  • Rischio: concorrenza con le colture alimentari in caso di produzione su larga scala
  • Rischio: monocolture che impoveriscono il suolo e danneggiano gli insetti impollinatori

Un approccio equilibrato si concentra quindi sui flussi agricoli esistenti, sui sottoprodotti e su schemi di rotazione intelligenti. Il biocarburante può svolgere un ruolo importante, ma non come unica risposta alle sfide energetiche e climatiche.

Cosa possono imparare oggi gli automobilisti da questa evoluzione

Per molti guidatori diesel la domanda ruota attorno a un punto fondamentale: la mia auto sarà ancora benvenuta in città? L'innovazione legata alla colza trasforma lentamente questa domanda in: a quali condizioni potrà continuare a circolare il mio veicolo?

Chi possiede un diesel oggi può già prestare attenzione alla norma Euro, all'omologazione del costruttore per i biocarburanti e alla disponibilità di soluzioni retrofit. Le case automobilistiche sperimentano kit di conversione per veicoli commerciali leggeri, furgoni comunali e taxi. Non appena la normativa e la rete di distribuzione del carburante seguiranno, questo approccio potrà estendersi al mercato privato più ampio.

Nel frattempo cresce il dibattito su una combinazione di soluzioni: in parte veicoli elettrici, in parte motori a combustione puliti alimentati a biocarburante e carburanti sintetici e-fuel. In questo scenario misto, il motore diesel — grazie all'olio di colza — non scivola automaticamente nel passato, ma acquisisce un ruolo diverso: non più scelta predefinita, bensì strumento a basse emissioni per compiti specifici e contesti territoriali particolari.

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